Come tante città italiane, anche l’architettura di Trento si basó (e in parte si basa tutt’ora) sulle risorse natuali che si trovavano sul territorio. Ed è proprio nelle cave di Pila che si cela l’artefice di tutti i monumenti antichi della città di Trento.
Perchè proprio qui? Come sono nate e perchè sono così importanti? Iniziamo subito questo viaggio alla scoperta della “Pietra rossa di Trento”.
DOVE SI TROVANO
Si trovano a Villamontagna, uno dei sobborghi più alti della città, al culmine della collina di Trento, a quasi 600 metri s.l.m. Sul versante opposto della collina, a pochi metri dalle cave, si apre, infatti, la Valsugana.

Siamo ancora nel territorio comunale di Trento, ma il paesaggio non sembra essere quello di una città: bosco, masi, agritur e distese di vigneti che si arrampicano sui pendii. E poi, le cave… oggi molto più piccole di una volta e che sono in funzione solo per estrazione rivolta esclusivamente a manutenzione di opere già esistenti. Le cave dismesse sono state ricoperte e riconvertite a terreno agricolo.
CHI APRÌ IL SITO E QUANDO
Il sito di estrazione ha origine e vita antichissima. Furono i romani a localizzare per la prima volta questo punto di estrazione nel I secolo a.C., quando inizió lo sviluppo di Trento sui resti di un precedente insediamento retico. Lo sviluppo romano della cittá ebbe il suo apice intorno all’anno 50 a.C., ma è probabile che la posizione strategica della città, sulla via Claudia Augusta, consentisse anche il trasporto di questa particolare pietra, negli anni successivi, in altri centri.
L’estrazione continuó poi per secoli, probabilmente con la riscoperta delle cave e di questa pietra, fino al ‘900 alla fine dello sviluppo medievale della città.
I FOSSILI NELLA ROCCIA
Partiamo riportando alcune informazioni tecniche; innanzitutto il nome, o meglio i nomi, della cosiddetta “Pietra di Trento”: Rosso Ammonitico e Maiolica. Ebbene “ammonitico” deriva da “ammonite”, un fossile presente in grande quantità nella roccia. Ma come ci è finito dentro?

Questa volta bisogna tornare indietro di circa 150 milioni di anni, quando il Trentino era ricoperto da un oceano. Il monte Calisio si trovava sul fondo ed è qui che lentamente si sono depositati finissimi strati di calcare, che, una volta ritiratosi il mare, hanno intrappolato milioni di fossili. Un processo completamente diverso da quello che formó le Dolomiti che si formarono 100 milioni di anni prima da un misto di fango, molluschi e alghe. Questo è quello che successe a Cima Calisio, composta proprio dalla roccia più famosa del Trentino, la Dolómia.
PERCHÈ SONO IMPORTANTI
Sono importanti perché hanno dato vita alla città storica così come la vediamo oggi: il Duomo, la Chiesa di S. Pietro e di S. Maria Maggiore, il S.A.S.S. (Trento romana) e più recentemente i marciapiedi del centro e il quartiere delle Albere.

Inoltre hanno un valore archeologico importantissimo e che manifesta il passato di questo territorio tutti i giorni, attraverso le opere e i lastricati che calpestiamo.
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